
Manente è la pedina-chiave del ritrovato Vicenza
Vicenza 26 – L’ottima probantissima prova dei biancorossi contro lo squadrone romano merita qualche ulteriore considerazione…
…ma Manente merita un cenno a sé per quello che rappresenta per l’economia della squadra. Manente, piazzato alle spalle degli uomini di primissima fila, guida suggerisce e fa da immediato rincalzo scorrazzando per il campo in lungo e in largo, letteralmente. Uomo di scarso scatto ma di lunga lena ed in perpetuo movimento e, dotato di controllo di palla quale si conviene ad un ex-nazionale e vecchio lupo della “pelouse”, si destreggia benissimo nell’arcipelago dei difensori avversari portando avanti preziosi palloni che, se occorre, sa anche trasformare in autentici proiettili. Non ha Manente guizzi trascinanti, non può il suo gioco accendere l’entusiasmo e perciò la platea tante volte è perplessa nel giudicarlo o, almeno, non se ne dichiara soddisfatta subito, come fa, per esempio del gigione che sa dribblare anche i segnalinee. Ma quando ripensa alla partita e la rivede al rallentatore sullo schermo della mente, ecco Manente saltar fuori come il “deus ex macchina” del risultato raggiunto. I tecnici, naturalmente, non hanno di queste incertezze e Andreoli, come del resto Guttmann prima di lui, ha visto giusto. Il dirigente della Roma Campilli ha detto di lui che più invecchia e più gioca bene (…)
G. M.