
Venerdì, 30 luglio 1971
Il nuovo allenatore nero-verde crede alla squadra
Manente: il Venezia deve riconquistare il pubblico (intanto è arrivato Ardizzon)
L’ex bolognese dovrebbe sostituire Dotti nel ruolo di regista difensivo
[…] Ma Sergio Manente, vecchia volpe non si sbilancia. Dice soltanto che “sì, l’Alessandria dovrebbe farcela, con cinque “pezzi” in più, del calibro di milanisti Maldera, Nimis, Bergamo, Gibellini e Zambianchi. Però non si sa mai…”
– E gli outsiders?
“Piacenza, Padova, magari il rafforzatissimo Rovereto (ma alle provinciali non bisogna fare credito di grosse ambizioni). Vi aspettate che aggiunga anche il Venezia, ma qui il discorso… si fa delicato. Diciamo che l’importante sarà di partire bene, restando nel “cerchio” delle prime per accentrare l’interesse del pubblico: il contrario, dunque dell’anno scorso (e perciò, correggendo quanto detto, dico che bisognerà “proseguire” bene).
– Parlare di pubblico. però, qui a Venezia, è come parlare di un “illustre defunto”.
“Se la squadra marcia e fa risultati, il pubblico viene, anzi “torna”. Non sarà come ad Alessandria, dove perfino di giovedì, in allenamento c’erano duemila (!) persone che volevano gioco e gol; ma non credo che una città – e una squadra di così illustri tradizioni – abbia perduto la passione per il calcio. Se bisognerà riconquistare i tifosi, ebbene: siamo qui per questo…”
– Come vede l’attuale “rosa” di giocatori?
“Molto forte, non lo nego. Sono contento di avere a disposizione Ciclitira, che considero un notevole “atout” offensivo. Poi, mi pare che non vi sia nemmeno il problema dell’amalgama. L’anno scorso, ad Alessandria, “tirammo su” una squadra in quindici giorni, con nove undicesimi nuovi di zecca; qui otto-nove undicesimi ci sono già. E Radio ha veramente svolto un ottimo lavoro. L’anno scorso il Venezia ci prese tre punti: fu una delle squadre che, sportivamente ammirai di più”.
– Bianchi, Badari, Ciclitira, Bellinazzi, Fregonese: a lei non dispiace, vero, una squadra “d’attacco”?
“No, perché, per vincere, bisogna attaccare. Ma logicamente, bisogna anche “tornare” per coprire i vuoti. E occorrono, dietro, anche uomini di una certa esperienza. Per questo non mi dispiace affatto l’arrivo di Ardizzon: che chiuderà nel Venezia, come io feci nell’Udinese, la sua avventura di calciatore iniziata a Venezia. E ne sono sicuro, in bellezza”.
Fabio Marangoni