
Calciomese novembre 1974
Qual’è la sua valutazione sulla condizione dei singoli giocatori e sull’interpretazione tecnico tattica degli schemi svolti dalla squadra?
Volevamo raggiungere questo tipo di gioco, a tutto campo, tanto per intenderci, pur mantenendo inalterati gli schemi tattici che già l’anno scorso hanno dato i loro frutti. La campagna acquisti suggerita dai tecnici è servita a colmare quelle lacune nello schieramento che ci impedivano un’interpretazione completa dei nostri moduli sia offensivi che difensivi. I cambiamenti sostanziali che a livello di ruoli come Stella per Zampa e D’Alessi per Farina, pur se circoscritti nel numero, hanno permesso l’attuazione di un gioco che raramente ci era consentito nella passata stagione. Stella (anche se non ha raggiunto la miglior condizione) sta via via rinfrancandosi dimostrando le proprie qualità sia nel tempismo che nell’appoggio (una delle cose che ci mancava assolutamente). É però importante che il giocatore non si lasci trasportare dal temperamento e dal suo potente fisico in eccessivi slanci offensivi o inutili preziosismi tecnici che sono spesso causa di distrazioni fatali, in poche parole dei pericoli dell’inesperienza e dell’esuberanza giovanile. Se interpreterà “pienamente” il ruolo di libero tradizionale, tanto per intenderci, ma con intelligenza, la squadra ne ricaverà i maggiori frutti. Il cambiamento a centrocampo è stato quello che ha sortito la diversità più sostanziale, il geometra D’Alessi ha rilevato il maratoneta Farina. Dino è giunto a Udine ritrovandosi immerso in un complesso già tatticamente definito e ha dovuto interpretare un ruolo particolarmente importante e nuovo, al tempo stesso, in certi particolari anche per l’Udinese ’74. L’imbarazzo iniziale era d’obbligo ma il centrocampista trevisano ha saputo immediatamente inserirsi ed attuare le mie intenzioni.
A questo proposito sarebbe bene precisare alcuni dettagli tecnici che hanno diviso il pubblico e che ancora suscitano polemiche. La staticità e la perfezione di D’Alessi sono globalmente riconosciute ma molti sono convinti che Farina a tutto campo e il Burlando regista (nel 73-74) erano più efficaci, quale differenza sostanziale a livello tecnico impone la nuova scelta?
Farina correva sulla fascia sinistra con straordinaria continuità; ma il suo apporto era simile a quello di Politti, i due si ritrovavano nelle azioni d’attacco a ridosso delle punte. Senza considerare Burlando (è un eccellente portatore di palla) uomo faro nella passata stagione e per caratteristiche sue non poteva che rifare un gioco corto. Questo intasamento in area spesso creava imbarazzo nelle conclusioni e privava le punte dello spazio sufficiente alle realizzazioni. Ora con D’Alessi, che può essere considerato il libero del centrocapo pronto a cambiare repentinamente il gioco e dotato d’un lancio estremamente preciso ed intelligente, si può sveltire la manovra e renderla più efficace. Bisogna inoltre considerare che in questa nuova situazione le mezze punte Burlando e Politti possono mantenere intatte le loro caratteristiche e la squadra le può sfruttare appieno. Che Burlando appaia sacrificato è dovuto ad un fatto di forma, perche l’anno scorso doveva portare la palla, dribblare molto di più per effettuare un passaggio e il normale rifornimento alle punte, oggi Burlando può partire venti metri metri più in là con il vantaggio di avere una maggior dinamicità e precisione. In definitiva un gioco forse in taluni lati meno appariscente (solo in alcuni, perchè i lanci di D’Alessi sono squisitezze tecniche che mancavano) ma molto più efficace.
Nell’epoca del calcio totale lei pensa che i terzini che possiede siano all’altezza di un gioco moderno destinato a sfruttare molto spesso i vuoti che finte ali che ripiegano al centro (sia punte che centrocampisti) creano favorendo inserimenti all’ala.
Sgrazzutti e Bonora sono due uomini dalle caratteristiche leggermente diverse entrambi efficaci sull’uomo non hanno uguali propensioni offensive. Sgrazzutti è meno abituato alla galoppata ma in compenso interpreta il suo ruolo di duro e arcigno custode di una punta fissa in maniera ottima. Bonora viene sempre utilizzato proprio per certe sue caratteristiche, sull’ala tornante; ma un mucchio di gente davanti non è certo l’ideale per andare a cercare il gol, l’importante è che interpretino bene i ruoli a cui sono stato destinati.
Il caso Groppi ha scosso un po’ tutti qual’è la sua opinione sulla vicenda?
La sentenza è stata una vera sorpresa (negativa) per tutti, si conosceva il fatto ma nessuno in società ne dava estrema importanza. Il fatto come è stato dipinto in termini di punizione non corrisponde comunque alla realtà se Groppi ha commesso qualcosa è stato esclusivamente un intermediario molto ma molto ingenuo che decisamente ha interpretato la cosa senza alcuna malizia. Comunque attendiamo con fiducia il riesame del ricorso di Groppi da parte della Caf, si dovrebbe saperne qualcosa ai primi di novembre.
Quali compagni di questo inizio di campionato l’hanno colpito?
Ovviamente posso parlare solo di quello che ho visto. Il Lecco è in possesso di parecchi elementi promettenti ed è ancora alla ricerca di coesione e di schemi appropriati, ma certamente in prospettiva ha un potenziale notevole. A sua differenza il Venezia mi è parso meno forte dell’anno passato anche perchè è venuto a Udine giocando d’interdizione e ha abbozzato raramente schemi validi. Per quanto riguarda il Piacenza, che è considerata la favorita alla vittoria finale, penso che la squadra ha già trovato un suo assestamento malgrado i molti nuovi. Un complesso di tutto rispetto con nomi che incutono soggezione ma in sostanza non la ritengono all’altezza dell’Alessandria della stagione scorsa. Il Vigevano mi è parso molto migliorato rispetto al passato: gli acquisti si sono rilevati azzeccati e i lomellini possono senza dubbio ambire ad una classifica molto superiorea quella attuale.