Alessandria in corsa?

Quando, il luglio scorso, giunse dal Gallia la notizia che Sergio Manente sarebbe stato il nuovo allenatore dell’Alessandria, i tifosi grigi all’unanimità levarono al cielo hurrà di gioia e di soddisfazione. Quell’uomo serio, sicuro di se, quell’uomo che centellinava i sorrisi e le parole, parve a tutti indistintamente la persona adatta a ridare lustro a quelle maglie grigie lacerate da campionati scadenti e da tristi prestazioni.

Ventitrè anni (di cui 14 da giocatore) di vita calcistica erano più che una garanzia. Nazionale A e B, terzino della Juve dei tempi d’oro, regista di provinciali (Vicenza e Udinese) di alto rango, trainer apprezzato e capace tanto da meritare lo scorso anno la trasferta premio in Inghilterra, Manente arrivò ad Alessandria fiducioso e tranquillo pur se cosciente del difficile lavoro che l’attendeva. Ora, a poco più di un terzo del campionato, quegli stessi tifosi che a luglio gioivano di soddisfazione, incominciano a mugugnare.

Non è vero – ribatte il mister -, siamo ancora in corsa perché sino alla ventiquattresima del campionato, e cioè all’inizio della primavera, tutto sarà ancora in alto mare. D’altra parte la nostra classifica è bugiarda perché abbiamo perso punti immeritatamente e abbiamo sbagliato ben tre rigori determinanti.

– Ma, se non andiamo errati, lei all’inizio del torneo aveva parlato decisamente di serie B.

Non precisamente; a suo tempo dissi che avevamo lottato per i primi posti, ma non accennai mai alla promozione. Se avessi avuto già allora l’attuale rosa avrei forse potuto sbilanciarmi un po’ di più, ma a suo tempo sarebbe stato per lo meno ridicolo lasciarsi andare a dichiarazione di tal genere.

– I tifosi però incominciano a contestare…

Si, ma sempre in limiti ragionevoli. In fondo tranne che in un paio di occasioni, e a ragione per giunta, non sono mai ricorsi ad atteggiamenti condannabili. Devono avere ancora un poi di pazienza e lasciare che ancora l’attacco trovi l’affiatamento necessario, poi senz’altro i risultati verranno.


– A dire il vero gli sportivi le imputano l’errata scelta dei centrocampisti, malgrado abbia a disposizione molte alternative.

Magri e Chinellato non sono inferiori a nessuno e anzi le posso dire che l’attuale centrocampo è fortissimo. Il problema non è questo.


– Nelle ultime partite ha riportato alla ribalta l’ormai sorpassato 4-2-4, vuole forse dire qualche cosa di nuovo in questo tanto bistrattato mondo calcistico?

L’applicazione di tale modulo di gioco è stato motivato unicamente dalla necessità che avevo di vincere certe partite. Ben presto ritornerà al più consueto 4-3-3. Se dovrò essere ricordato per qualcosa preferisco che la motivazione sia differente. Vale a dire che preferisco un Manente scopritore di giovani talenti piuttosto che di tattiche. D’altra parte sinora posso rallegrarmi di aver lanciato i vari Burgnich, Zoff, Sirena, Volpato, Gregori, ecc. questo si che mi inorgoglisce!


– Visto che ha l’occhio clinico, c’è qualcuno nell’Alessandria che vale davvero?

Su Legnaro, De Luca, Moriggi, Chinellato e Villami sento di puntare a occhi chiusi.

Questo è Sergio Manente, razza Piave, quarantacinque primavere, allenatore, ottimista e contestato, dell’Alessandria ’69-’70.

Marcello Marcellini