E nasce un’idea: mandare un pool di allenatori ad aggiornarsi.
Finalmente a Udine si fa cultura calcistica. Merito della Manente Sport di via Grazzano, che ha “inventato” il Salotto del Dilettante. Ogni sabato vi si svolgono forum su argomenti attinenti al calcio dilettantistico. Dopo il primo incontro (Calcio a zona o a uomo?), il salotto ha affrontato il tema “Giovani sì, giovani no”.
La provocazione
Ecco lo stimolo alla discussione: le società ripetono in coro di pensare al proprio futuro valorizzando i vivai. Salvo poi, quando si tratta di raggiungere un obiettivo preciso, gettare l’amo nel grande mare dei giocatori anziani.I presenti Sono intervenuti i presidenti di Manzanese e Cussignacco, Vinicio Sabot e Claudio Minotti, il giocatore Marco Rossi del Cussignacco, gli allenatori Ottorino Miani, (Pagnacco), Mario Giacometti (Lumignacco), Sandro de Sabbata (Tricesimo) e Carlo Del Fabbro (consigliere Aiac).
“Non sono le imposizioni federali a far diventare bravo un giovane.
Il quale oggi non sempre sa trovare motivazione e sacrificarsi per il calcio, specie nelle città”.
Sandro De Sabbata
La discussione
Pungente la discussione. Sono emerse situazioni già conosciute, ma anche novità. La prima frecciata è di De Sabbata: “Non sono le imposizioni federali a far diventare bravo un giovane. Il quale oggi non sempre sa trovare motivazione e sacrificarsi per il calcio, specie nelle città”. Giacometti si è invece chiesto di quale età si discute quando si parla di giovani. “Troppo bello sarebbe – ha detto – trovare i giocatori belli e pronti a 18 anni”. “Le categorie – questo il pensiero di Del Fabbro, condiviso anche da Miani – hanno problemi diversi. Quando un ragazzo per limiti motivazionali o tecnici, non riesce a fare il salto, si prepara la strada per il mondo amatoriale. La cultura, i rapporti con i genitori e le distrazioni rendono decisivo il ruolo dell’allenatore nei vivai”.
“La Manzanese si impone una costante valorizzazione del settore giovanile.
Quindi pesca in questo serbatoio, che vuol dire sopravvivenza”.
Vinicio Sabot
La tradizione
“Per tradizione – afferma Sabot – la Manzanese si impone una costante valorizzazione del settore giovanile. Quindi pesca in questo serbatoio, che vuol dire sopravvivenza. Anche se non sempre lo sforzo è ricompensato, la prima squadra è formata da tanti ragazzi provenienti da nostro vivaio”.
L’entusiasmo
“Ma io – dice Rossi – a 36 anni gioco provando ancora entusiasmo. É una sensazione sempre nuova, che cerco di trasmettere ai giovani che mi stanno a fianco”.
“Gli allenatori sono tanti, forse troppi,
e non sempre la loro preparazione è all’altezza”.
Claudio Minotti
La stilettata
Minotti sposa la linea verde ma punge: “Sono convinto che anche i ragazzi meno dotati possono tornare utili. Bisogna saperli valorizzare. Gli allenatori sono tanti, forse troppi, e non sempre la loro preparazione è all’altezza”.
Conclusione
Emerge una proposta: ci si accordi tra Associazione allenatori e presidenti, magari con la mediazione della Figc, per formare una lista di allenatori che partecipino a tutte le occasioni di aggiornamento. Obiettivo avere a disposizione tecnici preparati e motivati.
Domani, sabato, dalle 12 alle 13, terzo incontro. Tema: Pubblico, dove sei?
Bruno Peloi