Il primo caldo costringe a cambiare preparazione.
Il traguardo è in vista, serve l’ultimo sforzo. In F1 si perdono le corse per avere calcolato male l’usura delle gomme o la necessità di carburante. Pure nel calcio è così. Con la primavera arriva il caldo. Come affrontare il rush finale? Di questo si è dibattuto nel forum alla Manente Sport di Udine. Con il dottor Giorgio Indovina, specialista in medicina dello sport, il Salotto del Dilettante ha ospitato i tecnici Alfonso Semenzato (Tamai, secondo in classifica in eccellenza), Angelo Cupini (Mossa, capolista in promozione), Sandro De Sabata (Tricesimo, secondo in promozione) e Paolo D’Odorico (giovanili dell’Udinese).
I quattro fronti
“Sono quattro – per Indovina – i fronti in cui muoversi nel finale di campionato.
Primo: la stanchezza, con abbondanza di acido lattico e scorie accumulati a partire dall’estate.
Secondo: lo stress psico-fisico (motivazioni, tensioni) che si scarica sui muscoli.
Terzo: la termoregolazione, con il caldo si perdono sali minerali ed energie.
Quarto: i traumi, che possono aumentare per stanchezza e pressioni psicologiche.
La sosta vitale
“L’allenamento è basilare – afferma Cupini – ai giocatori serve un lavoro specifico, che talvolta non coincide con il divertimento. La difficoltà è far accettare sino in fondo il programma. Per questo la sosta pasquale è importante”
“…talvolta non coincide con il divertimento; la difficoltà
è far accettare sino in fondo il programma…”
Angelo Cupini
Il Lavoro mentale
“In primavera – dice D’Odorico – c’è poco spazio per interventi fisiologici. Si può invece lavorare psicologicamente, con approccio graduale. Il cambio di temperatura è il nemico più grande. Tra i dilettanti e linea verde il discorso cambia. Con i più giovani ci si allena di giorno e ci può essere anche l’obiettivo di impegni nazionali. La capacità di concentrazione ne può scapitare. Poi c’è la scuola. Alla fine, però, il lavoro mentale ha il sopravvento. Tutti devono capire che il grande sforzo paga sempre. La tecnica non basta se manca la voglia di fare fatica”.
“…tutti devono capire che il grande sforzo paga sempre.
La tecnica non basta se manca la voglia di fare fatica…”
Paolo D’Odorico
Il relax
“Se si vuole mantenere concentrazione – secondo De Sabata – gli sforzi in allenamento devono essere più corti e fatti con obiettivi, magari la ricerca del semplice possesso di palla. Per questo le soste sono importanti. I professionisti ne fanno addirittura di più. In primavera una settimana di relax diventa determinante. Al rientro i ragazzi sono ricaricati. I cali improvvisi di forma? Sforzi non coincidenti con obiettivi, infortuni, mancanza di input societari: tutto questo può determinarli”.
Il divertimento
“Importante – per Semenzato – divertirsi pure in allenamento. Con la bella stagione e i campi asciutti, si possono fare tanti giochi a tema: il lavoro diventa vario e gradevole. Si può mantenere concentrazione per un paio d’ore e si trova lo spazio anche per il ripasso dei fondamentali. Occhio alla termoregolazione. I ragazzi devono abituarsi a sudare molto negli allenamenti serali, in previsione delle gare sotto il sole. Il gruppo per questo diventa fondamentale. C’è il piacere di stare insieme. Per non lasciare per strada alcuno, personalmente faccio anche allenamenti differenziati: per motivi di età, lavoro, studio”.
“…in primavera una settimana di relax diventa determinante.
Al rientro i ragazzi sono ricaricati…”
Sandro De Sabata
Non solo psiche…
Il lavoro psicologico – puntualizza Indovina – però non basta. Lo stress porta a un calo di globuli bianchi, a una perdita di difese e proteine. Elementi da tenere sotto controllo. Quindi, prima reintegrare queste carenze fisiche, poi ricaricare le pile psichiche. Ideale l’affiancamento del medico”.
“…i ragazzi devono abituarsi a sudare
molto negli allenamenti serali…”
Alfonso Semenzato
C’è spazio per un’ultima considerazione. Quale peso dare alla velocità in primavera?
Cupini: “In questo periodo, non si può privilegiare la velocità”
D’Odorico: “Ci sono pro e contro. Serve la potenza aerobica. Quindi, sì a esercizi di velocità per recuperare brillantezza, ma principalmente eseguiti con la palla. Limitare il lavoro a secco per non complicare la situazione fisiologica”.
“…anche la potenza aerobica va bene, ma va valutata,
attenzione alle grandi quantità di acido lattico accumulato…”
Giorgio Indovina
De Sabata: “Continuare la preparazione normale limitando il lavoro a secco per non incorrere in problemi tendinei. Allenarsi con la palla, specie su temi precisi”.
Semenzato: “Per evitare problemi muscolari far eseguire una parte di esercizi con le scarpe da ginnastica. Curo la velocità il venerdì, anche a secco, al limite aumentando addirittura questo lavoro”.
“Il lavoro di velocità con la palla – conclude Indovina– è importante per il reclutamento di unità motorie (reattività). Anche la potenza aerobica va bene, ma va valutata (attenzione alle grandi quantità di acido lattico accumulato). Questo se l’obiettivo finisce con il campionato. In caso di finali, play-off o play-out, tutta la programmazione cambia”.
Bruno Peloi