
Il terzino ha segnato nell’attuale torneo 10 goals.
Manente capo-cannoniere nella Juventus contro la Spal: 3-1
Due reti di Manente hanno battuto la Spal. Quando un terzino divente “cannoniere” tutti pensano a goals segnati di rigore o su calcio di punizione. Niente di tutto ciò nel “caso Manente”: l’estremo difensore juventino ha realizzato sempre su azione, è stato anzi migliore dei suoi cinque colleghi di prima linea, ricordando forse che il suo lontano esordio, in serie A, era avvenuto nell’Atalanta proprio nel ruolo di ala. Il terzino-goleador è stato favorito dalle circostanze. La tattica della Spal, scesa in campo con Busnelli ala-arretrata, l’ha portato a manovrare nella zona di centro, in posizione favorevole per scattare nelle offensive. Per di più i tecnici bianconeri, pur vedendo che l’interno destro dei ferraresi, Olivieri, si comportava in realtà come un’ala non hanno creduto opportuno di spostare Manente su Olivieri e di far avanzare Montico su Busnelli. Essi hanno praticamente indovinato la controtattica… non ordinando il benchè minimo spostamento. Lo slogan “stai fermo ed aspetta che il tuo nemico sbagli” ha dato ragione agli juventini. Contro un’altra squadra la faccenda avrebbe potuto finire diversamente, ma il calcio, si sa, è quello strano gioco in cui tutti possono avere ragione, purchè il pallone entri in porta (anche se lo scaglia un terzino). La Juventus temeva di dover presentarsi con molte riserve in formazione.
Bronèe aveva un’infiammazione muscolare, Boniperti risentiva di un calcio preso in faccia a Liegi, Praest e Gimona lamentavano male ai piedi (e Gimona ha perfino terminato l’incontro senza una scarpa) e Ferrario soffriva per indolenzimento muscolare. All’ultimo momento i titolari si son fatti coraggio, tenendo anche conto dei doveri sportivi nei riguardi delle…avversarie della Spal nella lotta per non retrocedere. Tutti sono scesi in campo, ad eccezione di Bronèe, che proprio non poteva muoversi. L’inizio è stato in sordina. Il primo brivido l’ha dato il “falso vecchio” Morin. Il ragazzo che ha appena ventidue anni ma ne dimostra trenta a causa di una testa pelata alla “Gren”, ha fatto partire un tiro formidabile, che si è smorzato proprio all’incrocio dei pali. Rispondeva Praest al 21′, colpendo a sua volta il montante alla sinistra di Persico, dopo aver ingannato il terzino con una finta sconcertante ancora un minuto di gioco ed ecco scoccare l’ora di Manente. Il terzino spezzava una azione della Spal e non scorgendo un bianconero libero, iniziava una scorribanda di settanta metri da un’area quasi fino all’altra.
Corri.. corri… i suoi compagni continuavano a restare marcati. Manente lasciava allora partire una stangata improvvisa da almeno venticinque metri. La palla ben diretta vicino al palo, rimbalzava davanti alle mani di Persico proteso in tuffo e terminava in rete. Si potrebbe quasi dire che Manente ha segnato non sapendo fare di meglio. Colombo che in precedenza aveva sciupato alcune belle occasioni al momento del tocco finale, al 25′ concludeva con molta classe un’azione partita da Manente (il solito!) e proseguiva da Praest a Muccinelli. Il tiro dell’interno destro era secco e preciso: nulla da fare per il portiere dei ferraresi. Sul due a zero, la Juventus colpiva ancora un palo, con Gimona, e poi si vedeva accorciare le distanze da una discesa effettuata in tandem da Genovesio ed Olivieri. Al nono minuto della ripresa era appunto l’ex-centravanti dei ragazzi granata e dell’Aosta a passare allo scattante ex-pescatore di San Benedetto del Tronto. Olivieri ha il fiuto da goal come Muccinelli, al quale assomiglia pure come statura e struttura fisica. Difatti sbucava in posizione favorevole e segnava imparabilmente. La possibilità di pareggiare, spingeva la Spal ad aumentare il ritmo delle azioni, ma poche volte i bianco-blu potevano minacciare Viola. Soltanto al 30′ Rossi si vedeva capitare addosso un pallone ma da pochi passi se lo vedeva parare dal portiere juventino.
A questo punto Manente si risvegliava. Su azione impostata da Colombo egli scattava in un corridoio libero con la prontezza di un centravanti; superava Fermi accorsogli incontro e batteva Persico precedendone l’estremo tentativo d’uscita. Con questo tiro indovinato il friulano è diventato capocannoniere della Juventus nell’attuale torneo. Ha segnanto dieci goals, sette su rigore ed i rimanenti su azione. Il resto della partita è stato accademia e… sfortuna da parte di Boniperti che sbagliava un paio di tiri ma soprattutto ne vedeva parare o finire a lato atri quattro o cinque ben diretti. Con Manente si sono distinti nella Juventus i due giovani laterali Montico e Turchi. Sicuri come al solito Ferrario e Travia, ed utile il lavoro di Colombo. Nella Spal Genovesio, alternandosi al centro dell’attacco con Rossi, ha spesso creato buone occasioni e, assai pericoloso è stato Olivieri e volenteroso Broccini. Complessivamente il gioco non è stato di grande levatura in carattere forse col disinteresse del pubblico. I tremila spettatori ed il milione e trecentomila di incasso sono cifre da serie B. La Spal ha dimostrato invece di poter bene figurare nella massima divisione ed anche se è stata battuta, la buona figura ed il generoso impegno dovrebbero essere di augurio ai calciatori di Mazza. In quanto alla Juventus, il suo campionato è praticamente finito da un pezzo. I bianconeri avanzano con calma verso il traguardo finale, come corridori ciclisti nell’ultima tappa di un giro già deciso. E pensare che se gli juventini avessero immaginato il periodo di crisi affrontato e forse soltanto ieri risolto del Milan…
Paolo Bertoldi