
Manente offeso dalle proteste del pubblico
Addosso a Manente! Questa sembrava la parola d’ordine che s’erano passati i tifosi più accesi dopo la partita di lunedì scorso contro la Sampdoria.
– Nemo propheta in patria – ci ripeteva Sergio dopo la gara, quasi per l’occasione avesse voluto imparare il latino, ovvero s’era ricordato di quel po’ di latino che aveva masticato un tempo già troppo lontano.
Trentatre anni per un calciatore sono qualche volta un po’ troppi e lo sa anche lui.
– D’altra parte – ci assicura – sono venuto a Udine per chiudere la mia carriera e soprattutto per stare vicino all’attività commerciale di mio padre. Non mi sognavo neppure di diventare l’indispensabile “jolly” della squadra.
“Manenton” s’è avvilito domenica per le “beccate” del pubblico.
– Le avevo già sentite grosse – ci ricorda – dal vostro giornale dopo l’incontro di Verona e adesso s’è messo contro anche il mio pubblico, gli stessi miei amici.
– In verità i tifosi sono crudeli. Manente ha giocato nella “figura” tattica impostagli da Bigogno, che poi non sia riuscito in pieno non è colpa sua.
– Erano in molti che a Udine pensavano che lunedì in prima squadra in ala sinistra giocasse una vera ala come – ad esempio – Brocchetta, che un giornale locale dopo lo “sputnik” Tonini ha messo in risalto agli onori della cronaca…